venerdì 21 marzo 2014

0150

Siamo tutti già stati raccontati, ci puoi trovare nelle diverse categorie di racconti su una biblioteca pubblica di una città di media grandezza.
Ognuno di noi ha impresse nel volto le parole pronunciate del suo libro.
E ci sembra che viviamo tutto per la prima volta, ed è come se avessimo già saputo che tutto sarebbe successo.
L'inaspettata attesa del momento in cui tutto diventa surreale.
è una giostra chiamata déjà vu, abbagliante attrazione piena di luci, di colori, di musica. Alle volte basterebbe solo staccare la spina perché tutto si fermi. L'inaspettata attesa diventa la consapevolezza dell'inevitabile.
Siamo tutti schiavi dei nostri sentimenti.
Reprimerli significherebbe cancellare la storia dai libri.
La nostra intera esistenza.


domenica 9 marzo 2014

Viaggi

Non dimenticare il mio viso quando sarai distante dai miei occhi.
Non lasciare che le nostre dita non si tocchino più come prima.
Sii forte per entrambi, e quando il tuo destino prenderà il sopravvento su di te, resisti anche per me.
A te io guardo e l'orizzonte svanisce.
Abbiamo pregato nei silenzi della notte quando ci aggrappavamo l'un l'altro immaginando qualcosa di meglio, qualcosa di felice per entrambi. Scrivevo le parole di una vita felice ruotando le mani nell'aria,  ed era la luce di un nuovo giorno a imprimere i versi dentro di noi.
Siamo due bambini, e siamo cresciuti quando abbiamo imparato ad amarci.
Abbiamo perso l'innocenza quando ci gridammo l'un l'altro le nostre paure.
Ma l'amore è un liquido amaro da ingerire e si raffina bacio dopo bacio, lacrima dopo lacrima.
Così la storia acquista il suo peso.
Sono lividi, sono graffi, sono tutto ed è nulla.
Una disperata dolce e amara follia. 

Ne scopri il  lato dolce solo quando ti viene a mancare.
E tu mi sei mancato in ogni giorno, ed in ogni giorno che ti avevo accanto ti pensavo.
Ti osservavo quando tu non mi osservavi, ti sorridevo quando non era importante.
Con te ritorno ad essere una bambina, e non voglio dimenticare tutto questo.
Un giorno mi sveglierò anziana, e mi farai vivere le stesse emozioni proprio come adesso, come allora, come sarà.

Mettiamo le nostre anime su treni colmi di destini e di vite che si ignorano. Siamo la generazione delle speranze perdute, ciò nonostante continuiamo a portarci lontano.
Ed è così che siamo alla ricerca della nostra parte di felicità, i nostri antenati la cercavano fra le stelle, noi la portiamo dentro valigie sotto forma oggetti delle vite che viviamo.
E così con la speranza cucita fra le tasche dei nostri abiti, ci spostiamo di luogo in luogo.

Siamo tutti dispersi e soli, lasciati ciechi a vagare fra la nebbie.
Sono gli Dei che ci mettono alla prova ogni giorno, il loro è un gioco crudele, è una dura prova a cui dobbiamo resistere, ed è solo quando loro dormono ed i venti si quietano per qualche istante, che qui sulla terra riusciamo a trovarci, sono gli sguardi e i sorrisi sinceri che ci uniranno per sempre. 

Tornerà il vento e stavolta lo affronteremo insieme, adesso siamo  radici e siamo l'albero.
Sono il nostro passato e il nostro futuro ad essere già scritti, non il nostro presente.

Il presente lo si cambia a piacere, giorno dopo giorno fino alla fine del nostro tempo.
Lascia che sia la mia mano a prenderti l'anima, avrò cura della tua vita.
Lasciami desiderare di incontrarti ancora una volta come la prima volta, e ancora una volta non vorrò che te.





Il vento

Lunghe tende d'avorio pesante, cadono dal soffitto come abiti da sposa che accarezzano il pavimento, è il vento a farle muovere, è il vento che gioca con i mobili di casa, è il vento che porta regali e suoni dal mondo, un vento che parla eritreo, inglese, e poi lingue finniche. è la musica del mondo che s'insinua fra pensieri della gente, che lei voglia ascoltarla oppure no, è questa musica che vibra vita, che scorre senza sosta, che gioca con i capelli delle fanciulle come le corde di un pentagramma infinito. E sono note selvagge, fuori tempo. Cambia il vento, cambiano le stagioni e noi le trasformiamo in minuti di orologio. Ed è mezzogiorno, e poi subito mezzanotte. Il tempo si taglia a metà per non aspettare troppo a lungo in un continuo rincorrersi di morte e rinascita. Giocano i vecchi fra i giardini di pesche e ciliegie, mangiano i frutti acerbi di una stagione non vissuta, rimpianta. Verseranno abbastanza lacrime per far rinascere nuove speranze all'orizzonte di una nuova generazione. Scriveranno le loro storie nomi e cognomi dei visi che portano su libri di specchi. è la primavera che giunge ad inquinare la tristezza di un inverno con il suo ottimismo. Tutto cambierà. Sorridi, ci sarà ancora il sole a bagnare il viso di una madonna ancora bambina, non cresciuta, tiene un retino fra le mani veste abiti d'epoca. Cattura farfalle, e le chiude dentro di se per provare amore.

domenica 2 marzo 2014

Mar Novembre 5th, 2013 at 3:44pm

Durante la notte ci scambiamo le promesse più strane e sorrido mentre guardo centinaia di sogni ancora da realizzare che adornano le pareti della nostra camera, e come tappezzeria decorano il tutto.
Ma poi al mattino resettiamo tutto, diventiamo due estranei ed è come se dimenticassimo la parte più vera di noi stessi

Posted: Mer Novembre 6th, 2013 at 4:19pm


Ogni giorno a casa mi costringevano a mangiare violenza in tutte le forme possibili ed immaginabili, giorno dopo giorno, parole sovrastate da altre parole finivo per scavarmi nell'anima un vuoto che avrei deciso di colmare quando sarei stata più grande. Sono passati molti anni da quando ero una bambina che si rifugiava nei sogni per sfuggire alla realtà che vedevo. Il tempo passa e le mie radici sono più forti, riesco a non vacillare se strattonata e quel vuoto che mi portavo in grembo adesso è diventato un immenso oceano buio, ed è in questo vuoto che riesco a sentire chiaramente il suono dell’universo. La gente la chiama “saggezza” io lo chiamo “conoscenza”.

Posted: Mer Novembre 27th, 2013 at 1:25am

Un respiro profondo mentre cerchi di raccogliere idee e pensieri.
Dirsi “arrivederci” invece che “addio”.
Una corsa contro il tempo, alla ricerca di se stessi, in qualsiasi parte del mondo.
Uno spasmodico bisogno di risposte.
L’irrefrenabile istinto di mettersi in gioco con annesse paure.
La grinta che ti spinge contro lo specchio verso quel riflesso che non ti appartiene più.
Griderai al mondo che sei un uomo libero, ti amerai tanto di più, e lascerai alle spalle la scorza che ti avevano cucito.
Sentirai il canto del vento nella notte e ti innamorerai mille volte delle sue parole.
Proverai a cercarle sulle labbra di una donna, ma saranno diverse. Saranno altre parole meno umane.
Noi siamo la bussola e i nostri passi si dirigono sul mondo alla ricerca di noi stessi …

Posted: Lun Dicembre 2nd, 2013 at 1:32am

Sono le dame dei venti freddi che si destano all'imbrunire e che cantano alla notte nenie antiche per i dispersi. ” Non c’e tempo in questo luogo, non c’e memoria qui, e qui tu non sarai mai solo… te lo prometto “. Lasciati cadere fra le nebbie, sarà la morte ad accogliere il tuo corpo e sentirai le sue labbra posarsi sulle tue. Non avere paura è solo dolore ciò a cui tu stai rinunciando

Gio Gennaio 16th, 2014 at 4:31pm


Le alte temperature dell’Irlanda entrano dentro di me congelandomi il cuore e l’anima e ibernandole dal calore che provavo al sud della mia terra. Gioco con il sole, a noi piace sfuggire la gente, ma lui è più bravo di me a nascondersi.
 Conoscevo una realtà, adesso ne vivo una completamente diversa, mi viene difficile abituarmi a tutto ciò che mi è nuovo, cambiare vita non significa ricominciare tutto da capo, per me vuol dire unire i pesi del mio passato ai pesi del presente. E tutto diventa solo un estenuante mix di euforia, di senso di dovere e di voglia di mettersi in gioco che mi tengono a galla. Cerco la realizzazione, inseguo i sogni, cambio la mia pelle, asciugo le mie lacrime che prendono la forma di stalattiti… Il ghiaccio è sopra di me, è dentro di me, e non c’e calore che possa sciogliermi. Cammino per O’connel street e vedo le mie scarpe perennemente bagnate, i miei capelli gonfi, la città è decorata di pub e di ristoranti colorati, certe volte a dublino vedo dei colori talmente vivaci da classificarli come una sorta di “malocchio” al grigiore del clima. Rosa, giallo, blu cobalto… tutto è studiato per essere in netto contrasto, è la presenza dell’uomo che rivendica il suo diritto di convertire la natura del luogo a se stesso. Ed io sprofondo nella confusione. Mi imbottisco di maglioni mentre vedo la gente camminarmi di fianco come fosse Agosto, maniche corte, espressioni felici. Ma è a me che il sole continua a sfuggirmi…
Adesso che sono arrivata a qui, non voglio tornare indietro dove il clima è più caldo, le persone parlano la mia lingua, dove trovo visi familiari intorno a me, e sono io a non volerli riconoscere.
La mente umana è un declino, pretendiamo l’amore e dormiamo sotto ponti di ferro credendo di guardare le stelle.
Ho perso me stessa fra le strade di una città dell’europa.
Ma in verità mi sono persa molto tempo fa.
Sono sempre stata introvabile.