Vedo le sue mani accarezzare la
stoffa leggera del suo abito scarlatto, era come se indossasse il sole, con la
leggerezza nell’anima, sembrava di vedere un tramonto d’estate di quelli che si
accendono poco prima di morire nella notte.
Vedo le sue mani mentre si
raccoglie i lunghi capelli chiari,
lasciando il collo scoperto, racchiudendo la sua eleganza in uno chignon
…
Lei per me era una fata , volata
via da quelle stampe a china che trovavo fra i libri della sua infanzia, ed io
li sfogliavo convincendomi che il suo passato era più antico di quanto
pensassi, il suo era un tempo troppo lungo per poterlo contare, e così io lo
inventai per entrambe…
Lo decoravo di ornamenti e di
trine, orecchini e collane erano per me i ricordi segreti dentro lo scrigno del
suo passato, e lei regina di un mondo a me sconosciuto.
Ero piccola mentre la guardavo
truccarsi e farsi bella davanti lo specchio della sua camera da letto. C’erano
colori in lei che non capivo, li osservavo cambiare al passo delle stagioni.
La osservavo e volevo toccarla,
ma avevo paura non potessi.
Lei era una fragile dolcezza …
Di mia madre conservo mille e più
odori che mi rimandano ad un passato imprecisato, e quando mi avvicinavo per
osservarla meglio, lei faceva profumo di
cose fatte con cura, di acqua dolce, di una casa piena di ricordi, di fiori
secchi nascosti fra i libri di scuola,e la sua calligrafia, il suo cibo,
tutto resta normale per gli altri, e per
me invece è così diverso …
È in te che rivivo l’odore delle
vecchie foto ingiallite, e ti vedo ragazza come me adesso, ti vedo sorridere
nei tuoi viaggi con gli amici, di quei sorrisi donati a mio padre, ti rubo lo sguardo, vorrei fossimo amiche nel
passato, avrei tanto voluto le tue carezze per me, adesso che ne ho più bisogno.
-
-Mamma, noi siamo cresciute in
tempi diversi, il mondo ci ha costruito attorno edifici interminabili, senza
giardini dove potersi rifugiare …
Alla cieca cerchiamo di
rincorrere un sogno, ma poi cadiamo troppo in fretta, bruciandoci nell’aria
come bambole di carta.-
Eleganti Fenici
Mia madre è in me ed io sono in
lei, un legame che ci unisce e ci separa dalla libertà di essere noi stesse,
siamo nate per vivere di noi, dentro i nostri ricordi, nei nostri cuori.