domenica 20 maggio 2012

A Mia Madre



Vedo le sue mani accarezzare la stoffa leggera del suo abito scarlatto, era come se indossasse il sole, con la leggerezza nell’anima, sembrava di vedere un tramonto d’estate di quelli che si accendono poco prima di morire nella notte.

Vedo le sue mani mentre si raccoglie i lunghi capelli chiari,  lasciando il collo scoperto, racchiudendo la sua eleganza in uno chignon …

Lei per me era una fata , volata via da quelle stampe a china che trovavo fra i libri della sua infanzia, ed io li sfogliavo convincendomi che il suo passato era più antico di quanto pensassi, il suo era un tempo troppo lungo per poterlo contare, e così io lo inventai per entrambe…

Lo decoravo di ornamenti e di trine, orecchini e collane erano per me i ricordi segreti dentro lo scrigno del suo passato, e lei regina di un mondo a me sconosciuto.

Ero piccola mentre la guardavo truccarsi e farsi bella davanti lo specchio della sua camera da letto. C’erano colori in lei che non capivo, li osservavo cambiare al passo delle stagioni.
La osservavo e volevo toccarla, ma avevo paura non potessi.

Lei era una fragile dolcezza …

Di mia madre conservo mille e più odori che mi rimandano ad un passato imprecisato, e quando mi avvicinavo per osservarla meglio,  lei faceva profumo di cose fatte con cura, di acqua dolce, di una casa piena di ricordi, di fiori secchi nascosti fra i libri di scuola,e la sua calligrafia, il suo cibo, tutto  resta normale per gli altri, e per me invece è così diverso …

È in te che rivivo l’odore delle vecchie foto ingiallite, e ti vedo ragazza come me adesso, ti vedo sorridere nei tuoi viaggi con gli amici, di quei sorrisi donati a mio padre,  ti rubo lo sguardo, vorrei fossimo amiche nel passato, avrei tanto voluto le tue carezze per me, adesso che ne ho più bisogno.
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-Mamma, noi siamo cresciute in tempi diversi, il mondo ci ha costruito attorno edifici interminabili, senza giardini dove potersi rifugiare …


Alla cieca cerchiamo di rincorrere un sogno, ma poi cadiamo troppo in fretta, bruciandoci nell’aria come bambole di carta.-


Eleganti Fenici

Mia madre è in me ed io sono in lei, un legame che ci unisce e ci separa dalla libertà di essere noi stesse, siamo nate per vivere di noi, dentro i nostri ricordi, nei nostri cuori.