Le alte temperature dell’Irlanda entrano dentro di me congelandomi il cuore e l’anima e ibernandole dal calore che provavo al sud della mia terra. Gioco con il sole, a noi piace sfuggire la gente, ma lui è più bravo di me a nascondersi.
Conoscevo una realtà, adesso ne vivo una completamente diversa, mi viene difficile abituarmi a tutto ciò che mi è nuovo, cambiare vita non significa ricominciare tutto da capo, per me vuol dire unire i pesi del mio passato ai pesi del presente. E tutto diventa solo un estenuante mix di euforia, di senso di dovere e di voglia di mettersi in gioco che mi tengono a galla. Cerco la realizzazione, inseguo i sogni, cambio la mia pelle, asciugo le mie lacrime che prendono la forma di stalattiti… Il ghiaccio è sopra di me, è dentro di me, e non c’e calore che possa sciogliermi. Cammino per O’connel street e vedo le mie scarpe perennemente bagnate, i miei capelli gonfi, la città è decorata di pub e di ristoranti colorati, certe volte a dublino vedo dei colori talmente vivaci da classificarli come una sorta di “malocchio” al grigiore del clima. Rosa, giallo, blu cobalto… tutto è studiato per essere in netto contrasto, è la presenza dell’uomo che rivendica il suo diritto di convertire la natura del luogo a se stesso. Ed io sprofondo nella confusione. Mi imbottisco di maglioni mentre vedo la gente camminarmi di fianco come fosse Agosto, maniche corte, espressioni felici. Ma è a me che il sole continua a sfuggirmi…
Adesso che sono arrivata a qui, non voglio tornare indietro dove il clima è più caldo, le persone parlano la mia lingua, dove trovo visi familiari intorno a me, e sono io a non volerli riconoscere.
La mente umana è un declino, pretendiamo l’amore e dormiamo sotto ponti di ferro credendo di guardare le stelle.
Ho perso me stessa fra le strade di una città dell’europa.
Ma in verità mi sono persa molto tempo fa.
Sono sempre stata introvabile.
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